Porto d’armi per difesa personale per gli operatori della Polizia di Stato – il Segretario Generale Lanzilli scrive al Capo della Polizia

Signor Capo della Polizia,

è sempre di scottante attualità il tema della concessione al personale della Polizia di Stato del porto d’armi per difesa personale. Gli ultimi orientamenti ministeriali, recepiti sul territorio dai Prefetti, tendono in modo pressoché categorico ad escludere la concessione del titolo agli appartenenti al corpo, ponendo quale motivazione principale il fatto che i poliziotti possono far fronte a qualsiasi esigenza mediante l’utilizzo dell’arma di ordinanza, di cui dispongono permanentemente. 

            L’impostazione restrittiva, contenuta nella circolare del 30/04/2013 dell’Ufficio per l’Amministrazione Generale, scaturisce in realtà da taluni pareri del Consiglio di Stato (121/99, 1705/02 e 162/18) basati su una improvvida constatazione di natura prettamente tecnica, secondo la quale l’arma in dotazione “è anche pienamente adeguata, per caratteristiche tecnico-balistiche, alle esigenze di difesa personale”. In virtù di tale assunto il Ministero dell’Interno ha sempre sostenuto che, per i poliziotti in servizio, al fine di attestare il “dimostrato bisogno” del porto d’armi per difesa personale, di cui all’art. 42 T.U.L.P.S., “non può costituire elemento giustificativo il mero interesse di portare un’arma più leggera e facilmente occultabile rispetto a quella di ordinanza”. (….)

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